L’Analisi Transazionale (d’ora in avanti AT) è una teoria della personalità e una psicoterapia sistematica volta alla crescita e al cambiamento della persona. L’AT utilizza un approccio prevalentemente psicodinamico/analitico tradotto però con un linguaggio cognitivo.
Si basa sulla rielaborazione in termini fenomenologici della concezione degli Stati dell’Io, ed estende il suo corpus teorico alle leggi e alla pratica della comunicazione, alle transazioni, alla teoria dei giochi psicologici e al copione di vita, la complessa mappa che governa l’esistenza umana. In quanto teoria della personalità l’AT fornisce un quadro di come siamo strutturati dal punto di vista psicologico. A questo fine utilizza un modello in tre parti, noto come modello degli Stati dell’Io. Questo modello ci aiuta a capire come funzioniamo e come esprimiamo la nostra personalità in termini di comportamento.L’AT fornisce anche una teoria della comunicazione. Questa può essere estesa fino a fornire un metodo di analisi dei sistemi e delle organizzazioni (aziendali).L’AT inoltre offre una teoria dello sviluppo infantile. Il concetto di copione spiega come gli schemi di vita attuali abbiano origine nell’infanzia. Nel quadro del copione, l’AT elabora spiegazioni di come nella nostra vita da adulti, noi continuamente riproponiamo delle strategie infantili anche quando esse generano risultati autolesionisti o dolorosi. In questi termini l’AT ci propone una teoria della psicopatologia.
L’AT fa parte della corrente della psicologia umanistico-esistenziale (Maslow, Rogers, Perls, Allport). All’interno di questa, essa si discosta dalla concezione medica della “guarigione da una malattia”. Infatti, seguendo Novellino (2003), la sofferenza psichica: “rappresenta un blocco nella crescita e sviluppo del potenziale psicofisico dell’essere umano“.
Come sistema di psicoterapia l’AT è utilizzata nel trattamento di disturbi psicologici di ogni tipo, dai problemi della vita di ogni giorno alle psicosi gravi. Essa è un metodo di psicoterapia individuale, di coppia, di gruppo e familiare.
Un caposaldo dell’AT è tuttora la sua integrazione con la Gestalt (grazie all’opera dei Goulding, allievi di Perls), ma l’AT integra al suo interno anche la tradizione teorica della teoria delle relazioni oggettuali in campo psicoanalitico, oltre a tecniche cognitiviste e comportamentali.
Importanti sviluppi neopsicoanalitici si sono avuti anche grazie al contributo di autori italiani (Moiso e Novellino) che hanno inserito nel quadro teorico concetti clinici psicoanalitici utili soprattutto per il lavoro sugli stati borderline (scissione dell’Io, controtransfert, etc).
Erik Berne, fondatore dell’AT, aveva ideato tale approccio partendo dagli studi sull’evocazione mnesica del Neurochirurgo Wilder Penfield, marcando quello che sarà un’inscindibile unione tra le neuroscienze e la psicologia, che caratterizzerà poi l’analisi transazionale fino all’era contemporanea, quando, grazie al contributo di studiosi anglosassoni, ha integrato nel suo assetto teorico anche le più recenti acquisizioni operate dalle Neuroscienze, in particolare le basi neurofisiologiche degli stati dell’Io, l’accesso alle memorie implicite e la formazione delle memorie episodiche.