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C’era una Volta un sacerdote che si chiamava Don Bosco…

L’inizio di un’articolo su una città come l’inizio di una favola, di una leggenda. Ma il realtà l’origine di Brasilia sembra proprio basarsi su una leggenda.

Don Giovanni Melchiorre Bosco fu un sacerdote Torinese vissuto nel diciannovesimo secolo, noto per le sue numerose missioni in america latina (Soprattutto in Argentina) e per i suoi sogni premonitori; uno dei motivi per i quali venne beatificato.

Don Bosco profetizzò nel suo Secondo Sogno Missionario avuto a San Benigno Canavese (TO) il 30 agosto 1883 che, nel III° Millennio, in un mondo nuovo, tra il 15° e il 20° parallelo Sud,  in un seno assai largo e assai lungo (un altopiano) che partiva da un punto ove si formava un lago, sarebbe sorta una bianca città che avrebbe guidato la rivoluzione spirituale degli uomini; nel sogno una voce diceva ripetutamente che quando fossero state scavate le miniere nascoste in mezzo a questi monti, sarebbe apparsa in quel punto la terra promessa fluente latte e miele. Tale profezia fu interpretata in seguito anche in alcuni scritti ritrovati nel Mar Morto ancora oggetto di studi, noti come “le pergamene del Mar morto”. Tutto questo fu di grande inspirazione per i Brasiliani e, in particolare, per il presidente  Juscelino Kubitschek, che fece realizzare la costruzione della Capitale Brasiliana  ponendo in atto un articolo della costituzione repubblicana del paese, lungamente trascurato, nel quale si stabiliva che la capitale dovesse essere trasferita da Rio De Janeiro. Il suo principale pianificatore urbano fu Lúcio CostaOscar Niemeyer fu l’architetto capo della gran parte degli edifici pubblici e Roberto Burle Marx ebbe l’incarico di landscape designer. Il piano urbanistico fu basato sulle teorie di Le Corbusier. Brasilia fu costruita in 41 mesi, dal 1956 al 21 aprile 1960, quando fu ufficialmente inaugurata. L’origine leggendaria di Brasilia fa della capitale un posto mistico ed esoterico meta di molti gruppi New Age e sede di sviluppo di numerosi culti che, come spesso accade in Brasile, presentano un esteso fenomeno di Sincretismo religioso nelle loro dottrine. In realtà non è la prima volta nella storia dell’umanità che si attribuisce un’origine mitica ad una città per glorificarne il passato. Il grande poeta Virgilio fece lo stesso con la città di Roma mitizzando la sua origine nell’Eneide; L’origine di Roma passò quindi da quella di semplice popolo latino stanziatosi nel Lazio (al pari i 13 popoli della Lega Latina) a quella di città eterna eretta dai discendenti della mitica Troia. Il peso del mito nelle menti degli uomini (cittadini, alleati e nemici) è così grave ed evidente da condizionare il modo di agire delle genti poste in relazione con una realtà  urbana deificata.

Se vista dall’alto, come per esempio in aereo in una bella giornata sull’altopiano centrale, si nota la sua particolare forma a colibrì, o ad aereo se si preferisce: consta d’un asse centrale (Eixo Rodoviario), di due ali (Asa Norte e Asa Sul), ciascuna delle quali lunga circa sette chilometri, e d’una coda. Nella testa del colibrì, o se si preferisce, nella cabina di pilotaggio dell’aereo, estremità occidentale dell’asse centrale, sono situati gli edifici Governativi; la metafora pare dunque ovvia. Nel centro della “cabina di pilotaggio” svettano le torri gemelle ed ai lati dell’asse centrale i vari ministeri. In fronte alla “cabina di pilotaggio” un enorme parco costeggia le rive del lago artificiale creato appositamente per ingenerare un tasso di umidificazione dell’area maggiore rispetto a quello del circostante altipiano centrale e più adatto alla vita umana. Nel centro dell’Eixo sorge la torre della televisione, altra metafora indicante il cuore pulsante della città. Le ali invece sono zone prettamente residenziali così come pure le zone situate nella coda. In realtà la forma originaria della città sarebbe stata a croce. Citando Costa: il progetto “nasce dal gesto primario di qualcuno che segna un luogo per prenderne possesso: due assi che si incrociano ad angolo retto, il segno stesso della croce”. In seguito la croce dovette essere adattata alla topografia del luogo; erano infatti già previsti progetti per il lago artificiale, e la città assunse la suddetta forma di un areoplano.

Persino gli indirizzi residenziali, a prima vista complicatissimi, in realtà prevedono un innovativo metodo logico di localizzazione per il quale, una volta entrati in confidenza con il codice, si può immediatamente localizzare la posizione del punto di interesse in una mappa mentale della città. Il viale che si trova fra il lago e le ali è chiamato L4 Sul o L4 Norte, a seconda dell’ala. L’Eixo Rodoviário o “Eixão”, collega le due ali tramite un sottopasso che scorre sotto la stazione centrale degli autobus (Rodoviaria Piloto), dove sono situati il distretto bancario e quello alberghiero. Gli indirizzi 100 e 300 stanno sul lato ovest dell’Eixo, e i 200 e i 400 sul lato est. Lungo queste strade vi sono le aree residenziali chiamate Superquadra Sul (SQS) e Superquadra Norte (SQN). Sono costituite da blocchi di 11 condomini, di sei piani (100, 200, 300) e tre piani (400). Ogni edificio è identificato da una lettera. Fra i blocchi sono situate scuole e chiese per i residenti. Le strade commerciali tipicamente separano una Superquadra dall’altra. Le 500, lungo la Via W3, sono esclusivamente commerciali; alle 600 e 900 stanno le chiese, scuole, università; alle 700 ci sono case, scuole e chiese; fra le 700 e le 900 ci sono le Entrequadras con edifici commerciali di quattro piani e alle 800, le ambasciate.

Anche l’architettura delle singole costruzioni non è lasciata al caso; tutto, cominciando dalla forma e dimensione degli edifici fino all’ubicazione delle insegne pubblicitarie e dei negozi, segue un rigoroso codice di proporzioni che conferisce al viandante prospettive particolari. Il viaggiatore si troverà infatti ad osservare tali scorci prospettici lungo l’asse centrale e noterà di essere sormontato da un enorme e basso cielo…

In tale contesto  esiste una realtà di Capoeira di natura prettamente contemporanea. Tutte le domeniche, sotto la torre della televisione nella “Roda” si incontrano i Capoeristi della città e posso dire per esperienza personale che giocare in quel contesto, nell’Eixo, sovrastato da quel cielo enorme, conferisce uno strano senso di energia: Tem Axè come si direbbe in “gergo”.

Esiste un’enorme discrepanza tra i sentimenti provati dai Brasiliani nei confronti di Brasilia. Semplificando si può dire che chi vive nella capitale la ama alla follia, mentre il resto degli abitanti del Brasile, una volta chiestogli di parlare del distretto federale (così come la chiamano), storcendo la bocca vi dirà ch’essa è una città falsa e inutile, un progetto megalomane opera di politici corrotti.

Brasilia, una città costruita a tavolino? Luogo esoterico e mistico con origini leggendarie o inutile opera artificiale megalomane  e senz’anima  (ovvero in cerca d’anima) sede di una politica corrotta? Tale domanda è più che mai attuale.

Viaggiatore che passi per Brasilia guarda il cielo e tenta di udire la profezia; da solo potrai darti una risposta.

Brasilia

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Bibliografia 

João AlminoLe cinque stagioni dell’amoretraduzione di Amina Di Munno, collana Comunità alternative, il SirenteFagnano Alto, 2012, pp. 192 pp, ISBN 978-88-87847-32-1.