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Avete mai provato a fare Rafting in un fiume pieno di rapide e coccodrilli? A parte l’iniziale reazione di stupore e disapprovazione di un mio qualunque interlocutore penso sia una delle esperienze più formative della mia vita.

Iniziando per incoscienza e forse un po’ per caso mi ritrovo con la mia compagna a dover condurre una canoa a due posti sul fiume Kunene che divide l’Angola a Nord, dalla Namibia a Sud; Un’Oasi che spacca in due il deserto ed anche una specie di portale tra due mondi. Il Kunene con le sue acque è fonte di vita per molti animali, compresa un’etnia di Sapiens chiamati Himba che lo considera una specie di Dio.

Le acque danno e tolgono vita; Senza di loro lo sviluppo di tutta la fauna locale (comprensiva dei Sapiens) non sarebbe possibile, contemporaneamente però le sue acque in piena durante la stagione delle piogge portano via con se bestiame, case e persone e i numerosi coccodrilli (alcuni lunghi fino a 5 metri) si nutrono dei viventi che trovano, bambini sapiens compresi. Il fiume termina con una maestosa cascata: la cascata di Epupa. Questo invalicabile portale con un alto potere simbolico rappresenta una fine e un nuovo inizio. Quando si è sopra quelle rapide con una canoa occorre remare più forte che si può e fermarsi prima della cascata di Epupa.

In una canoa a due posti quello che è seduto posteriormente dirige e quello davanti rema seguendo le indicazioni del passeggero posteriore. Non sono ammesse proteste o ammutinamenti altrimenti si perde il controllo, la canoa si ribalta e si finisce in acqua. Occorre fidarsi di quella persona che abbiamo scelto come comandante o che semplicemente ci è capitata per volere degli eventi.

Ed’ è cosi che siamo caduti nel fiume…

La paura era tanta ma la razionalità e il sangue freddo mi ha permesso di riportare la mia compagna sulla canoa e di recuperare la pagaia che affondava seguendo le correnti e che rappresentava l’unico strumento di salvezza prima di risalire a mia volta sull’imbarcazione.

Di nuovo sulle rapide occorre remare forte seguendo le indicazioni di quel Sapiens che il destino ha scelto come improvvisato “comandante”. Se questo non accade, le correnti porteranno nuovamente l’imbarcazione sugli scogli, questa si ribalterà nuovamente e li sotto ci sono i coccodrilli.

Come questa storia sia finita, ha poca importanza visto che la persona che l’ha vissuta, in questo momento la sta scrivendo.

Il messaggio è un altro. Si può vedere in maniera scientifica ma anche semplicemente come consiglio. Non possiamo dominare le emozioni, non abbiamo le strutture cerebrali per farlo; la corteccia cerebrale che le origina ha solo 3 strati contro i 6 di quella che controlla la sfera cognitiva e già si può intuire il maggior grado di complessità e sofisticazione di quest’ultima rispetto alla prima. Le emozioni si subiscono e spesso prendono il sopravvento comportandosi come le rapide del Kunene. Una volta trasportati ne siamo in balia e la fine di tutto questo la potete benissimo immaginare: Sotto ci sono i coccodrilli, quelli dell’anima che sono altrettanto pericolosi di quelli del Kunene.

Ma se ci fidiamo e remiamo insieme la canoa non si ribalterà e prenderà la direzione che vogliamo. Questo costa fatica, è normale, ma è l’unica alternativa possibile. Solo con la razionalità possiamo fronteggiare le rapide della mente e giungere dove si vuole, al sicuro dai coccodrilli. Solo con la fiducia si può giungere insieme. Come accadeva per le antiche fiabe, nella presente ci sono elementi simbolici come le rapide delle emozioni, le rocce e i coccodrilli dell’anima, i remi della razionalità… e poi ci siamo noi con i nostri desideri e il nostro amore.

Miei cari lettori con cui condivido questa specie dal nome così altisonante “Sapiens”, a questo punto della storia dovete solo decidere dove vorreste andare…